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Medicina Moderna Occidentale

Le origini della Medicina Moderna Occidentale risalgono a Ippocrate di Coo. Siamo nel V secolo a.C.
La medicina greca si stacca dalla tradizione religiosa, che attribuiva la causa di ogni disturbo a un'origine divina. Ippocrate, rifacendosi al pitagorico Alcmeone, sostiene che la patologia insorga per la rottura dell'equilibrio tra i quattro umori fondamentali: sangue, flegma, bile gialla e bile nera. Ritiene inoltre che il centro delle emozioni, dei sentimenti, delle sensazioni, oltre che del pensiero, sia il cervello anziché il cuore, come si credeva all'epoca.
Con Ippocrate l'approccio diventa sempre più razionale e specialistico. Secondo il metodo introdotto da Ippocrate, sono centrali l'esperienza e l'osservazione attenta e sistematica dei sintomi.
L'attuale Medicina Occidentale, che può oggi contare su strumenti diagnostici sempre più accurati e sempre meno invasivi, può essere vista come scienza e arte, al tempo stesso. È, infatti, una scienza, perché si basa sullo studio oggettivo delle cause e dei sintomi, attraverso esami diagnostici sempre più sofisticati. Dobbiamo soprattutto alla Medicina Moderna la guarigione di malattie un tempo considerate incurabili.
È anche un'arte, però. Il medico, infatti, deve essere capace di interpretare dati sempre più accurati ma, a volte, contraddittori. Deve essere in grado di andare oltre la diagnosi a computer, piena zeppa di dati strumentali, deve saper tener conto della storia del paziente. In altre parole, non può essere un mero esecutore di protocolli, non può limitarsi a curare i sintomi, ma deve affiancare l'intuizione e l'empatia alle proprie competenze tecniche.
Si diventa medici al termine di un corso di laurea della durata media di sei anni, che comprendono un tirocinio ospedaliero, in cui si dovrebbe fare pratica a contatto con la malattia e, soprattutto, con la persona che ne è affetta.
È anche vero, però, che la Moderna Medicina è figlia di Cartesio. Ha un approccio iper-razionale e spesso distingue tra corpo e mente. Inoltre, spesso, lo studente intraprende un percorso specialistico. Se, da un lato, questo permette di massimizzare la precisione nella diagnosi e nella scelta terapeutica, il rischio è quello di considerare il corpo umano a compartimenti stagni, perdendo di vista la storia personale del paziente e l'interazione dei vari apparati fra loro. Soprattutto, si rischia di ignorare l'interazione fondamentale tra corpo e mente, peccando di razionalità e confinando in un angolo remoto l'intuizione e la relazione di cura della persona.
Nel nostro centro, vogliamo porre rimedio a queste insidie, garantendo insieme la precisione e l'accuratezza della Moderna Medicina Occidentale con la saggezza millenaria delle discipline olistiche, mettendo al centro la persona, anziché la patologia, privilegiando la relazione medico-paziente attraverso un'alleanza basata sulla fiducia e sulla cooperazione nel raggiungimento del benessere.